2015-06-24-conaps-roma

 

FP CGIL - CISL FP - UIL FPL e gli Ordini

Collegi e Associazioni delle professioni sanitarie dicono no a passi indietro sull’implementazione delle competenze:

“il comma 566 non si tocca, si applichi la norma”

 

“Dopo anni di intenso confronto con Governo e Regioni, con la sua consacrazione a rango normativo ritenuta necessaria proprio dall’Esecutivo e sancita dal comma n. 566 dell’art. 1 della legge di stabilità, l’implementazione delle competenze delle professioni sanitarie deve passare alla sua fase attuativa.” Con queste parole FP CGIL CISL FP UIL FPL e Ordini, Collegi e Associazioni delle professioni sanitarie chiudono di fatto il campo a qualsiasi ripensamento e/o nuovo intervento normativo in materia. “Una eventuale modifica al comma 566” hanno proseguito i rappresentanti delle organizzazioni, “comporterebbe la riapertura del dibattito, non solo sulla formulazione della norma, ma sull’intero impianto e ciò sarebbe incompatibile con i tempi di realizzazione degli obiettivi sanciti dal Patto per la Salute 2014-2016”.

Secondo le organizzazioni “le professioni sanitarie e il Servizio sanitario nazionale non hanno bisogno di altre leggi, ma dei nuovi assetti organizzativi che la norma sull’implementazione delle competenze consentirà, con vantaggi sia sotto il profilo dello sviluppo professionale, di cui certamente beneficeranno tutte le professioni mediche e sanitarie, sia sotto quello delle prestazioni che, nonostante il graduale ridimensionamento delle risorse, potranno continuare ad essere erogate grazie a nuovi mix produttivi. Sarà infatti possibile estendere all’intero territorio nazionale importanti sperimentazioni gestionali avvenute attraverso l'applicazione di modelli di appropriatezza ed eccellenza organizzativa”.

“In molte regioni l’approvazione degli Accordi giungerà con ritardo tale da rappresentare per esse solo una mera ratifica di percorsi già autonomamente avviati in via sperimentale. E’ per questo che, ritenendo il quadro normativo già efficace, siamo contrari all’apertura di una nuova discussione che allontanerebbe ancora una volta il traguardo”, hanno concluso le tre organizzazioni sindacali e i presidenti degli Ordini, Collegi e Associazioni delle professioni sanitarie.

Concludono e rilanciano i sindacati e i rappresentanti di Ordini, Collegi e Associazioni delle professioni sanitarie: “Basta con l’ingegneria normativa, ora tocca a quella organizzativa e di valorizzazione dei professionisti medici e sanitari per offrire risposte appropriate e qualificate ai cittadini nelle diverse fasi del bisogno di salute, ora tocca al Ministro della salute e alle regioni passare dalle norme scritte alla loro applicazione”.

 

Roma, 24 giugno 2015

  • FP CGIL - Cecilia Taranto
  • CISL FP - Daniela Volpato
  • UIL FPL - Giovanni Torluccio
  • CONAPS - Antonio Bortone
  • FNC TSRM - Alessandro Beux
  • FNCO - Maria Vicario
  • FNC IPASVI - Barbara Mangiacavalli

Lettera aperta

del Coordinamento Nazionale Associazioni Professioni Sanitarie

AIDI – AIFI – AITA – AITeP – AITN – AITNE - AITO - AITeRP– AMPI – ANAP – ANDID – ANEP – ANPeC – ANTEL, ASSIATEL, AITIC - ANTOI – ANUPI – AsNAS - FeNAAS – FIOTO – FITeLaB – FLI - UNID - UNPISI

Il CONAPS auspica che il provvedimento di riforma della L. 233, riguardante gli ordini professionali, noto come ddl 1324, non diventi occasione di riconoscimento professionale di attività oggi non regolamentate, che potrebbero far naufragare l’iter del provvedimento stesso.

 

Testo della nota ufficiale inviata alle istituzioni di riferimento

 

 

conaps

Al Ministro della Salute
Al Presidente della XII Commissione
Igiene e Sanità del Senato
Ai Componenti della XII Commissione
Igiene e Sanità del Senato

E p.c. Al Presidente di Cittadinanzattiva

Al Presidente FISH
Alla FP CGIL
Alla CISL FP
Alla UIL FPL

LORO SEDI

Roma, 28 luglio 2014

Oggetto: ddl 1324

 

Illustrissimi,

abbiamo seguito con attenzione la discussione sul provvedimento in oggetto.

Per quanto ci riguarda, abbiamo apprezzato la scelta di aprire una corsia preferenziale su alcuni temi, tra cui la regolamentazione ordinistica delle nostre professioni, allo scopo di ottenere finalmente un quadro equo e coerente a tutela dei cittadini nel settore sanitario.

Per questo motivo è difficilmente comprensibile la dichiarata intenzione di inserire nel provvedimento in questione, il riconoscimento di nuove ed eterogenee professioni. Per alcune di esse, citate nei resoconti, a nostro avviso non sussistono né le ragioni storiche, né culturali né tantomeno scientifiche per una loro istituzione. Si rivolgono oltretutto a bisogni che trovano risposte nelle competenze delle professioni sanitarie già esistenti.

L’art. 5 della L. 43/2006 dispone, per l’individuazione di nuove professioni sanitarie, il rispetto di una serie preliminare di condizioni, tra cui il parere vincolante da parte di organismi tecnico-scientifici. La finalità di questa importante norma di legge è chiara:

  • tutelare i cittadini ed evitare sovrapposizioni, anche parziali, di competenze con professioni già riconosciute e regolamentate.

Per queste ragioni Vi chiediamo una seria e coerente riflessione. Le giuste e corrette procedure previste dalla L. 43, che hanno un valore generale, non possono essere disattese. La vicenda “Stamina” è drammaticamente emblematica del fatto che le corrette prassi in ambito sanitario, non devono, in nessun caso, essere violate.

 

Il Presidente del Co.N.A.P.S.

dott. Antonio Bortone

www.conaps.it

 

 conaps

 

AIDI – AIFI – AITA – AITeP – AITN – AITNE - AITO - AITeRP– AMPI – ANAP – ANDID – ANEP – ANPeC – ANTEL, ASSIATEL,

AITIC - ANTOI – ANUPI – AsNAS - FeNAAS – FIOTO – FITeLaB – FLI - UNID - UNPISI

 

Prot. n. 67/14 CPS/pu
Ai Componenti del CoNAPS LORO SEDI
Roma, 28 marzo 2014

 

Oggetto: Libera Professione Intramoenia in Autonomia - Legge in Liguria Cari Presidenti,

 

La Regione Liguria ha approvato lo scorso 26 marzo la legge regionale che regolamenta, per la prima volta in Italia, la libera professione in autonomia per i dipendenti del servizio sanitario regionale.

Fino ad ora l'accesso all'attività libero professionale intramuraria (all'interno dell'azienda, pur se in aggiunta al normale orario di lavoro) per i dipendenti delle professioni sanitarie era possibile solo in équipe, e la titolarità era esclusivamente del Medico.

Un limite, abbiamo sempre dichiarato, incomprensibile e sicuramente non invalicabile.

Tanto è vero che se ne è fatto carico il consiglio regionale ligure, che approvando la legge regionale “Disposizioni in materia di esercizio di attività professionale da parte del personale di cui alla legge 10 agosto 2000, n. 251 (disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica)”offre la possibilità aiCittadini di accedere direttamente ai Professionisti sanitari, tra gli altri, in libera professione.

Le professioni sanitarie sono infatti titolari del proprio ambito di attività e, per quanto alcune attività siano indubbiamente d'équipe, esistono anche bisogni di salute a risposta, per così dire, monoprofessionale, ai quali la scelta diretta del singolo professionista risponde.

La direzione intrapresa dalla legge ligure è quella giusta e l'auspicio è che trovi immediata applicazione.

Un esempio che anche le altre Regioni dovranno seguire. Un esempio che non potrà che essere migliorato. In questo senso andrà posta particolare attenzione all'apertura fatta alla c.d. attività libero professionale "intramuraria allargata" (cioè esterna all'azienda sanitaria pubblica di cui si è dipendenti).

Nelle Professioni sanitarie, la libera professione "esterna" esiste già e rappresenta uno dei pilastri fondamentali su cui si reggono le varie professioni e la risposta di salute ai Cittadini.

La strada è tracciata, anche per una più evidente parità fra professionisti della salute, tutti con titolarità e diretta responsabilità delle proprie attività, che vengono liberamente offerte alla scelta del Cittadino.

 

Il Presidente del Co.N.A.P.S. dott. Antonio Bortone

 

Co.N.A.P.S.
Via Pinerolo, 3 – 00182 Roma
Tel. 06.77201020 Fax 06.94810283 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Sito web: www.conaps.it

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AIDI – AIFI – AITA – AITeP – AITIC - AITN – AITNE - AITO - AITRPP–AMPI – ANAP – ANDID – ANEP – ANPeC
– ANTEL - ANTOI – ANUPI – AsNAS - ASSIATEL - FeNAAS – FIOTO – FITeLaB – FLI - UNID - UNPISI

 

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COMUNICATO CONAPS

 

In occasione del Congresso Nazionale della Confederazione Antel-Assiatec-Aitic che si è svolto il 14 dicembre u.s., il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin è intervenuta con un videomessaggio, in cui ha parlato anche dell’iter del ddl “Lorenzin”, che affronta tra i vari aspetti della Sanità anche la Riforma degli Ordini professionali, la trasformazione dei Collegi in ordini professionali e la modifica dell'Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia nella Federazione dell’Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni, tecnico-diagnostiche, assistenziali, della riabilitazione e prevenzione.

Il Ministro ha comunicato che il ddl, già approvato dal Consiglio dei Ministri, il 26 Luglio scorso, e dalla Conferenza Stato-Regioni, nel prossimo Consiglio dei Ministri sarà licenziato e passato alle Camere; ha ricordato, inoltre, il sostegno di tutti i Gruppi parlamentari, sia di maggioranza che opposizione, soprattutto al tema Ordinistico.

Il Conaps accoglie ed apprezza l’impegno del Ministro e soprattutto ne sottolinea la coerenza ed il pragmatismo; infatti, nella seduta del Consiglio dei Ministri di ieri, il testo è stato nuovamente approvato!

Il Governo ora passerà il ddl al Parlamento ed il Conaps solleciterà affinché si riesca, in tempi brevi, ad approvare definitivamente il disegno di legge. Urge sanare, una volta per tutte, questa pericolosa falla del nostro Sistema Sanitario, che, oltre a generare disfunzioni nelle diverse azioni di tutela della qualità e certificazione professionale, a cui gli Ordini sono chiamati, permette e favorisce il proliferare dell’abusivismo professionale mettendo a rischio gli stessi Operatori sanitari ed i Cittadini.

Inoltre, come detto anche dallo stesso Ministro, ciò contribuirebbe a rendere il nostro Sistema Sanitario Nazionale moderno, competitivo nei confronti degli altri Paesi e, soprattutto, a mantenere alto il livello di qualità delle prestazioni sanitarie, valorizzando le molteplici professioni esistenti.

Roma, 18 dicembre 2013

Il Presidente del Co.N.A.P.S.

dott. Antonio Bortone

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REGOLAMENTO 

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DEL COORDINAMENTO NAZIONALE

DELLE ASSOCIAZIONI DELLE PROFESSIONI SANITARIE

del 11 maggio 2013

 

Art. 1 - COSTITUZIONE

Rilevata la necessità di creare un coordinamento della rappresentanza delle Associazioni delle Professioni Sanitarie per la loro attività politico istituzionale su temi di interesse comune,

è costituito

il Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Professioni Sanitarie (di seguito Co.N.A.P.S).

Segue elenco delle Associazioni aderenti in calce.

Viene adottato il presente regolamento per la gestione organizzativa del Co.N.A.P.S. ovvero per il suo funzionamento operativo in occasione degli incontri programmati (di seguito Assemblea dei Rappresentanti).

““PREPARIAMO IL FUTURO””

 

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MANIFESTO DELLE PROFESSIONI SANITARIE

Professioni Sanitarie: al servizio dei Cittadini per un Sistema sostenibile

 


Le Professioni Sanitarie riunite nel CONAPS sono, insieme a quelle organizzate in Ordini e Collegi, la ““colonna vertebrale”” del SSN. Il nostro sistema di tutela e promozione della salute è fatto di persone, di professionisti la cui funzione è servire il Cittadino, riconoscendone la centralità, in un'ottica di multidisciplinarietà.

La tutela della salute, garantita dall'art. 32 della nostra Costituzione Repubblicana, si esplica anche attraverso la garanzia, da parte dello Stato, della certezza del professionista con cui il Cittadino si relaziona.

Per questo motivo sono stati istituiti gli Albi, riuniti in Ordini ed in Collegi, garantendo al Cittadino di ritrovare, in quel professionista, le competenze che legittimamente si possono attendere, in virtù della formazione universitaria a carattere nazionale, oltre che del governo della deontologia professionale e della formazione continua.

Le Professioni Sanitarie oggi, in Italia, possono contribuire molto di più ai bisogni della collettività, in termini di efficacia ma anche di sostenibilità economica.

Lo sviluppo delle professioni sanitarie degli ultimi decenni, ora evidenzia una battuta d'arresto, pur non rappresentando un costo per il sistema, ma un INVESTIMENTO: a fronte di una spesa iniziale si pongono obiettivi di riduzione della disabilità e rinforzo della partecipazione di tutti i Cittadini alla Società.

In quest'ottica, liberare le professioni sanitarie dagli ostacoli che oggi impediscono di contribuire a migliorare il Servizio Sanitario Nazionale deve essere uno degli obiettivi di chiunque si appresti a riorganizzarlo.