Sezione emilia_romagna

 

 

IL TERAPISTA

DELLA NEURO E PSICOMOTRICITA’ DELL’ETA’ EVOLUTIVA

NELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

 

La nostra presenza come Psicomotricisti è attiva da più di trent’anni all’interno delle équipes multidisciplinari di buona parte del territorio nazionale, in una dimensione di piena collaborazione ed integrazione con le altre figure professionali.

Già nel Decreto Presidenziale del 10/11/1999 titolato Progetto Obiettivo Tutela della Salute Mentale 199/2000,  la figura del TNPEE è riconosciuta all’interno dei Servizi di salute mentale e di riabilitazione dell’età evolutiva, nell’ambito di unità funzionali integrate, composte da diverse professionalità con specializzazione specifica  per questa fascia d’età: Neuropsichiatri infantili, Psicologi clinici dell’età evolutiva, Terapisti dell’età evolutiva ( logopedisti, fisioterapisti e neuropsicomotricisti) Assistenti sociali ed Educatori specializzati.

Il nostro ruolo professionale è riconosciuto nel trattamento di alcune importanti patologie (vedasi linee guida regionali sui Disturbi Pervasivi dello Sviluppo) e più in genere nell’intervento precoce rivolto ai ritardi ed ai disturbi dello sviluppo.

Diverse regioni (Lombardia, Veneto, Trentino alto Adige, Marche, Piemonte, Campania, Puglia, Sicilia ) stanno applicando a pieno la legge 251, compiendo una graduale regolarizzazione della posizione lavorativa dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva, nella garanzia dei loro diritti, ma anche accogliendo il bisogno di continuità dell’utenza.

L’applicazione della Legge 43/2006 definisce con chiarezza ruoli professionali, interventi e spazi di cura rivolti all’infanzia e all’adolescenza, nell’ambito dei  Servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.

Diversi colleghi psicomotricisti che da molti anni lavorano in ambito riabilitativo hanno effettuato un percorso di equipollenza, mentre altri hanno conseguito la laurea in Terapista di Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva.

 

 

Specificità di un ruolo professionale

 

a cura di Claudia Boni TNPEE e Psicomotricista

 

 

Per meglio precisare la specificità del nostro ruolo professionale ci pare utile avanzare alcune considerazioni relative alla tipologia  dell’utenza attualmente seguita nelle Unità Operative di Neuropsichiatria infantile avvalendoci, a titolo esemplificativo, dell’esperienza del Polo per i trattamenti Psicomotori della U. O di N.P.I. di Bologna, attivo dal 1996 con la specifica funzione di rispondere ai bisogni di salute mentale emergenti nella prima infanzia. (1)

Il dato più interessante, rispetto all’evoluzione della domanda , riguarda l’affermarsi nel corso degli anni di una richiesta di intervento specifica rispetto ad una utenza la cui diagnosi principale viene espressa in massima parte sull’asse 1 del codice diagnostico I.C.D 10 come Disturbo Generalizzato di Sviluppo (D.G.S.), accanto alla tradizionale utenza con Disturbo emozionale o comportamentale ad espressione tipicamente psicomotoria (ipercinesia, inibizione) ed alle forme di disturbi specifici misti e disturbi della funzione motoria.

Per quanto riguarda i più piccoli la domanda si riferisce prevalentemente alle forme che nel codice diagnostico americano 0-3 vengono definite come Disturbo Multisistemico (D.M.S.) e Disturbo della Regolazione, accanto alle tradizionali forme di ritardo psicomotorio.

Il  progressivo aumento delle segnalazioni relative ad una problematica così seria, non riflette soltanto la difficile praticabilità di altre soluzioni terapeutiche, ma anche il riconoscimento della pertinenza dell’approccio psicomotorio nei disturbi precoci di comunicazione, relazione e organizzazione di personalità.