La Sanità del futuro. L’utilità di potenziare il Tnpee nei servizi per l’infanzia e l’adolescenza.

Fonte: Giornale Sanità 

All’interno della componente 1 della Missione 6 – vale a dire Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale – del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è stato individuato, quale obiettivo generale, il potenziamento del Servizio sanitario nazionale “allineando i servizi ai bisogni delle comunità e dei pazienti, anche alla luce delle criticità emerse durante l’emergenza pandemica”.

Nell’ambito dei disturbi neuropsichici dell’età evolutiva, da molto prima si è assistito ad un aumento considerevole di accessi ai servizi di Neuropsichiatria infantile il che ha comportato un incremento delle richieste di diagnosi e interventi riabilitativi.

Ad oggi sul territorio nazionale non tutte le richieste sono accolte ugualmente, molte restano inevase a lungo oppure ricevono risposte incomplete. 

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Disabilità e scuola.

Tra inclusione e prevenzione, l’intervento del

Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE)

Fonte: Giornale Sanità

All’interno di situazioni quali nido, asilo e scuola primaria, il Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (Tnpee) può fare la propria parte sia per una migliore inclusione sia in chiave preventiva.

In ottica preventiva invece, l’inserimento stabile del Tnpee nelle suddette realtà scolastiche permetterebbe il riscontro precoce di eventuali segnali di rischio o di un disturbo neuropsichico. Attuando interventi di screening sui gruppi classe, il Tnpee avrebbe modo di individuare anzitempo tali bambini. Questo permetterebbe alle famiglie di attivarsi prontamente per l’inizio del trattamento neuropsicomotorio e al terapista di avviare fin da subito una collaborazione con l’istituzione scolastica.

Purtroppo ad oggi l’intervento del Tnpee nei contesti educativi e scolastici non è formalizzato, ma è lasciato all’iniziativa personale dello stesso o delle insegnanti che ne richiedono la presenza proprio per agire in maniera sinergica e parallela al trattamento.

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Laureati delle Professioni sanitarie: ad un anno dalla fine degli studi trova lavoro quasi l’80%

Fonte: Quotidiano Sanità 

 

Lo rivela l’ultimo report di AlmaLaurea in cui si conferma come l’area delle Professioni sanitarie sia quella che offre più sbocchi lavorativi. Si rileva per l’alto tasso occupazionale ai primi sei posti e sopra la media del 78,3%: Igienista Dentale con 86,1%, Infermiere con 83,8%, Educatore professionale con 83,1%, Logopedista al 82,5%, Fisioterapista con 80,1% e Tecnico Audioprotesista con 79,2%. 

Cresce l’occupazione per le Professioni sanitarie in era Covid. Lo evidenzia il XXIII rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea. Consultando i dati si rileva che (tabella 1) per i laureati di primo livello dell’anno 2019 si registra un calo della quota di occupati di 4,7 punti percentuali dal 37,8% dei laureati di primo livello del 2018 agli attuali 33,1% dei laureati del 2019.

Fa però eccezione l’area delle Professioni sanitarie che registra al contrario un aumento di 2,1 punti percentuali, dal 76,2% dei laureati del 2018 all’attuale 78,3%.

LE TABELLE

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Linee di indirizzo della rete di riabilitazione,

la lettera delle otto «professioni» ai ministri Gelmini e Speranza.

FonteSanità24 - Il Sole 24 Ore

Ecco la lettera delle otto professioni della riabilitazione ai ministri per gli Affari regionali Gelmini, della Salute Speranza, e alle Regioni, prima dell'approvazione in Conferenza Stato-Regioni delle “Linee di indirizzo per la individuazione dei percorsi appropriati nella rete di riabilitazione”.

"Ci chiediamo quali e quante di queste professioni siano state coinvolte in modo strutturato, esplicito e trasparente nell’elaborazione di suddette Linee di indirizzo; esse sembrano appiattire il complesso e ricco mondo della riabilitazione su una visione monodimensionale e parziale, su una presa in carico limitatamente agli aspetti biofisici della persona, modello che oramai è senz’altro non solo obsoleto nella sua stessa conformazione.

Si tenta cioè di fare della riabilitazione un modello clinico a visione monodimensionale e parziale che, cosa ancor più grave, rischia di frammentare e complicare i percorsi per i cittadini che si trovano di fronte a complicati “imbuti” per poter accedere alle prestazioni di cui hanno bisogno.

Si perpetua una visione della riabilitazione autoreferenziale, disgregata dai Piani di Assistenza Individualizzati, scollegati dall’insieme degli interventi che ruotano intorno alla Persona con disturbi o fragilità o disabilità.

Viene cosi a mancare, la considerazione di diverse condizioni di disabilità e fragilità come lo stesso OMS descrive nel modello Bio-Psico-Sociale che vede il concetto di salute riassunto in diversi pilastri concettuali."

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Viaggio nelle professioni sanitarie.

I Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva,

intervista al presidente della Commissione d'Albo Nazionale Andrea Bonifacio

FonteQuotidiano Sanità 

L’età evolutiva vede nel nostro Paese importanti peculiarità rispetto al resto del mondo: il Tnpee si caratterizza per un'elevata specificità a partire dalla formazione accademica.

In Italia, è necessaria una maggiore presenza dei Tnpee all’interno del servizio pubblico ospedaliero e territoriale, non solo nei servizi di NPIA ma anche nel contesto materno-infantile e nelle Cure primarie. Il presidente Bonifacio commenta anche le opportunità che nascono dal Pnrr.

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TNPEE. Bonifacio (CDAN): «Il 20% dei soggetti ha bisogno di noi»

Fonte: Sanita informazione 

 

Una mappatura completa dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva presenti sul territorio nazionale per far emergere criticità e bisogni.

È questo l’impegno delle Commissioni d’albo nazionale e territoriali dei TNPEE in questa prima fase di attività. «Finalmente, dopo tanti anni di lotta, esiste un contenitore unico che, nel tempo, potrà sostenere in modo rilevante le azioni che le varie professioni sanitarie intenderanno portare avanti», dice Andrea Bonifacio, presidente della Commissione d’Albo nazionale dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva.

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Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva. Bonifacio (ANUPI TNPEE):

«Con il parent coaching la distanza fisica non è diventata distanza sociale»

Fonte: Sanità Informazione

Storie narrate o illustrate. Ancora, foto, disegni e videoclip.

Sono questi alcuni dei mezzi che i terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE) hanno utilizzato per spiegare ai propri piccoli pazienti prima l’interruzione dei percorsi riabilitativi, poi la ripresa nel rispetto di tutte le misure di sicurezza previste nella fase 2 della pandemia da Covid 19.

«Abbiamo creato del materiale grafico e audiovisivo che potesse preparare i bambini alla nuova divisa del terapista, costretto all’uso di mascherina, visiera o camice, a seconda dei contesti e delle situazioni», ha spiegato Andrea Bonifacio, presidente dell’ANUPI TNPEE, l’Associazione Nazionale Unitaria Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva Italiani.

Dopo un periodo di sospensione totale delle terapie dal vivo, infatti, anche se con modalità e tempi diversi da regione a regione, TNPEE hanno ripreso l’attività professionale. «I piccoli pazienti hanno finalmente ricominciato i propri percorsi riabilitativi – dice Bonifacio -, tornando a frequentare setting conosciuti, ma arricchiti da molte caratteristiche nuove, necessarie al contenimento del contagio del virus».

 

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Laureati delle professioni sanitarie.

Occupazione quasi stabile rispetto allo scorso anno.

TNPEE ai primi cinque posti per alto tasso occupazionale.

Fonte: Quotidiano Sanità

 

Si ferma il trend positivo occupazionale verificatosi lo scorso anno, sia per le professioni sanitarie che per tutte le altre professioni. A evidenziarlo è il XXI rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea di Bologna, presentato quest’anno presso l’Università Sapienza di Roma il 6 giugno scorso.

Analizzando in dettaglio le 22 professioni sanitarie sugli ultimi dati dei laureati del 2017, si confermano per l’alto tasso occupazionale ai primi cinque posti Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva con l’84,2%, Audioprotesista con l’84,0%, Logopedista 83,9%, Educatore professionale e Fisioterapista con l’82,7%. Rispetto allo scorso anno le posizioni di Igienista Dentale e Podologo, che comparivano tra i primi posti, sono scese, rispettivamente dall’88,8 al 78,0% e dall’82,8 al 69,4%.

 

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Un giorno con: Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva.

Ecco come il terapista guida il bambino nel superamento dei suoi ostacoli.

Fonte: Sanità Informazione

Seguire un oggetto con lo sguardo, fino ad allungare una manina per afferrarlo. Gattonare per trovare un appiglio al quale sostenersi per mettersi in piedi. Coordinare il movimento delle braccia con quello delle gambe. Sono solo alcune delle competenze che un bambino acquisisce naturalmente durante i primi anni di vita. Abilità che, in presenza di particolari patologie, possono trasformarsi in ostacoli insormontabili.

Ma grazie alle neuropsicomotricità queste difficoltà possono essere affrontate e superate. Come? «Attraverso specifici esercizi che, come un abito, vengono cuciti su misura nel rispetto delle esigenze di ogni piccolo paziente», spiega Lucia Scarpellini, terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva, membro del direttivo nazionale e coordinatrice dei referenti regionali dell’associazione tecnico-scientifica ANUPI TNPEE.

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Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva: un’eccellenza italiana.

Bonifacio (Anupi TNPEE): «Non ci sono professionisti simili in Europa e nel mondo»

fonte: Sanità Informazione

Se un bambino non riesce a realizzare e conquistare serenamente tutte le tappe necessarie alla sua naturale crescita, a causa di disabilità dovute a ritardi di acquisizione, disturbi o patologie, può chiedere aiuto al Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE). E può farlo solo in Italia.

«Sì perché – spiega Andrea Bonifacio, presidente Nazionale dell’Anupi TNPEE, ai microfoni di Sanità Informazione – il terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva è una figura unica. Non esiste in nessun Paese d’Europa, e quasi in tutto il mondo, un professionista simile a quello italiano».

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