La Neuro e Psicomotricita' dell'Età Evolutiva

Abbiamo selezionato per questa sezione i documenti che possono delineare, a nostro avviso il ruolo, le mansioni e le specificità della figura professionale del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva. I documenti presenti ci introducono inoltre, a una ricognizione storica della progressiva evoluzione del contesto formativo del TNPEE e quindi della progressiva definizione professionale.

È per noi interessante leggere i diversi articoli nella loro interezza, in quanto ciò sottolinea come anche prospettive differenti convergono su tematiche importanti, relativamente alla riabilitazione in età evolutiva, quali: l'opportunità di un intervento individualizzato non centrato sul disturbo, la funzionalità di strumenti comunicativi condivisi (l'ICF), la necessità di interventi integrati, il discorso delle abilità emergenti ecc.

Questi contributi sono stati realizzati all'interno del lavoro della Commissione Nazionale Lauree di I° livello in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva presso la Conferenza Nazionale delle Professioni Sanitarie (Andrea Bonifacio, Fiorenza Broggi, Donatella Valente, Roberto Militerni) 

Specificità dell’intervento ri-abilitativo sulle disabilità dello sviluppo

Lo sviluppo è il periodo in cui si assiste alla comparsa di una serie di abilità emergenti che vengono collocate in specifici settori o aree (motoria, prassica, cognitiva, comunicativo-linguistica, affettivorelazionale).

Questa sistematizzazione risponde a esigenze esclusivamente didattico-descrittive. Nel bambino ogni abilità emergente (competenza) è il prodotto di un assetto dinamico fra una enorme quantità di funzioni che interagiscono tra loro.

I comportamenti che osserviamo nel bambino cioè le sue abilità possono essere ascritte a specifiche aree o settori, ma le funzioni che le sottendono e ne determinano l’insorgenza sono trasversali alle diverse aree. Tali funzioni sono: il sistema attentivo, l’elaborazione percettiva, la memoria di lavoro, i sistemi di controllo, la motivazione, la regolazione affettiva.

Non esiste abilità emergente che non veda coinvolte tutte queste funzioni contemporaneamente.
Queste considerazioni hanno ricadute rilevanti sul piano pratico e forniscono connotazioni di originalità e specificità all’intervento abi-riabilitativo in età evolutiva.

Il prendere atto della inscindibilità  delle diverse aree prestazionali (motoria, prassica, cognitiva, comunicativo-linguistica, affettivo-relazionale)  e della complessa interazione  delle funzioni che le sottendono, significa tendere verso un approccio olistico della riabilitazione.

Questo tipo di approccio deve essere rivolto alla facilitazione di   esperienze e  ad attività globalizzanti.
Le competenze che il bambino acquisisce progressivamente nel corso dello sviluppo sono denominate abilità emergenti.

 In tutte le condizioni patologiche che disturbano il processo di maturazione e di sviluppo si viene a determinare la mancata acquisizione di nuove abilità  ed è quindi necessario aiutare il bambino, attraverso un intervento mirato, a sviluppare abilità non presenti in precedenza  di cui la lesione o la disfunzione ne ritarda la comparsa o ne minaccia l’evoluzione.

Il bambino inoltre, nel corso del suo sviluppo, acquisisce anche  competenze intra ed interpersonali (la presa di coscienza del sé, la presa di coscienza dell’altro, la presa di coscienza delle regole che definiscono i rapporti interpersonali, l’acquisizione di strategie per far fronte alle richieste dell’ambiente, la pianificazione dei propri comportamenti)  che gli permettono via via di essere inclusi  e quindi partecipare al mondo delle persone; anche queste competenze sono molteplici e anch’esse interagenti tra loro in maniera complessa.

Sono proprio queste abilità che rendono possibile al bambino l’agire e l’interagire con e sull’ambiente. Nel momento in cui si verifica la mancata emergenza di queste abilità, al bambino viene a mancare uno strumento indispensabile per la sua crescita psicologica.

Per intervenire sulle funzioni del bambino dunque non è sufficiente conoscere ed applicare tecniche specifiche per quel disturbo, perché quel disturbo che ci troviamo a trattare si verifica in una persona in via di sviluppo.

Sviluppo inteso come quel processo particolarmente complesso nell’ambito del quale si verifica la comparsa, la maturazione e la specializzazione di una serie  di competenze che favoriscono l’adattamento all’ambiente.