ANUPI TNPEE esprime cordoglio per la perdita della Professoressa Mara Marcheschi

Il 10 gennaio è venuta a mancare la professoressa Mara Marcheschi, neuropsichiatra infantile dell’Università di Pisa nonché coordinatrice della linea di ricerca in Psicopatologia dello sviluppo della Stella Maris. Il suo decesso è avvenuto quasi due anni dopo a quello del marito, il professore Pietro Pfanner, riconosciuto insieme a lei tra i 'padri fondatori' di quello che negli anni ’50 era un istituto clinico extrauniversitario per disabili neuropsichici, nucleo di quello che diverrà l’attuale IRCCS Fondazione Stella Maris. La professoressa Marcheschi visse insieme al marito l'iter che condusse l’Istituto a diventare già negli anni ’70 la più grande struttura assistenziale italiana per la neuropsichiatria dell'età evolutiva, grazie allo sviluppo dell’attività di assistenza, ricerca e didattica di carattere nazionale e successivamente il riconoscimento a istituto a carattere scientifico. Insieme a lui realizzò studi e firmò testi fondamentali in tema di sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente e delle sue problematiche, nonché sull’importanza della riabilitazione.
Densissimo fu il percorso professionale della professoressa Mara Marcheschi: dopo la laurea in medicina e chirurgia la specializzazione in malattie nervose e mentali, quella in neuropsichiatria infantile e l’idoneità a primario ospedaliero. Nel 1980 divenne professore associato in Neuropsichiatria Infantile all’'università di Pisa e presso l’Istituto Scientifico Stella Maris. Mara Marcheschi fu direttore della Scuola a fini speciali per Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva dell'Università di Pisa dal 1989 al 1996 e presidente del corso di diploma universitario per terapisti della Neuro e Psicomotricità.
Alla Stella Maris la professoressa Marcheschi fu coordinatrice prima della linea di ricerca "Fisiopatologia delle funzioni cognitive e dell’apprendimento” e poi della Linea di ricerca psicopatologia dello sviluppo. Nella sua carriera la professoressa aderì a numerose missioni scientifiche presso istituti e laboratori di ricerca in Italia e all’estero e produsse 400 lavori pubblicate sulle più autorevoli riviste del settore italiane e straniere oltre a contribuire a numerosi capitoli di libri.
Dal suo prezioso contributo scientifico nacque una metodologia che cambierà la neuropsichiatria infantile, migliorando soprattutto le prospettive terapeutiche e riabilitative dei pazienti ovvero considerando il Medico (neuropsichiatra e/o pediatra) ed il Terapista come gli autori di interventi specifici su ogni bambino, ma ordinati da un progetto unitario in cui vengano stabiliti gli obiettivi e i tempi attuativi.